Everything makes sense in the reverse

Il progetto Everything Makes Sense in the Reverse fa riferimento alla Biston betularia, una falena il cui colore è cambiato durante la Rivoluzione Industriale in risposta all’inquinamento prodotto dall’uomo. Attraverso questo fenomeno, noto come melanismo industriale, il progetto riflette sulle conseguenze dell’intervento umano sugli ecosistemi e sulle trasformazioni che esso impone al mondo naturale. La falena diventa così il simbolo di un equilibrio alterato, in cui la sopravvivenza delle specie è sempre più determinata dalle modificazioni provocate dall’attività umana.

Lambda print on HDF, 2012

L’opera si sviluppa come un’installazione composta da oltre 250 fotografie che documentano una progressiva trasformazione del corpo. La disposizione seriale delle immagini costruisce una sequenza continua che trova nel video in loop la sua naturale estensione. L’animazione in stop-motion, accompagnata da un paesaggio sonoro costruito a partire dal rumore di una stufa a carbone e da elementi elettronici, richiama il ritmo ripetitivo della produzione industriale, mentre il progressivo trasferimento del nero dal corpo della modella all’ambiente suggerisce come gli effetti dell’azione umana si propaghino oltre il singolo gesto, investendo l’intero ecosistema.
Il titolo riprende una citazione di Jean Baudrillard tratta da Fragments. Cool Memories III (1990–1995).